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Famiglia con due bambini su una staccionata di legno, cielo nuvoloso, Parco degli Acquedotti

Servizio fotografico di famiglia al Parco degli Acquedotti: come funziona davvero

Quel giorno il cielo era grigio da quando ci siamo trovati al Parco degli Acquedotti. Vento, nuvole basse, nessuna luce dorata da inseguire. Se avessi dovuto scommettere sul meteo, avrei detto: rimandiamo. E invece è stata una delle sessioni più belle dell’anno, perché quella famiglia — due bambini pieni di energia, un abbraccio dopo l’altro — il sole ce l’aveva dentro. E va benissimo anche così.

Perché il Parco degli Acquedotti

Roma ha pochi posti così: un parco enorme, silenzioso, con duemila anni di storia alle spalle. Muretti di pietra antica dove nascondersi, alberi enormi con rami larghi abbastanza da appoggiarcisi, prati alti dove i bambini spariscono fino alla vita. Non servono props, non servono scenografie: bastano gli acquedotti, il prato e voi — che ci sia il sole o le nuvole.

Cosa succede davvero durante la sessione

Non ti chiederò mai di “sorridere e basta”. Quel pomeriggio è cominciato con un bambino che si nascondeva dietro le gambe della mamma, timido, e una bambina che invece correva già a nascondersi dietro un muro di pietra, ridendo apposta per farsi trovare. Poi il vento ha fatto il resto: capelli scompigliati, una bambina sollevata a testa in giù tra le risate, un groviglio di braccia e gambe con mamma e papà travolti dai bambini sull’erba. La complicità vera arriva così, quasi sempre quando meno te lo aspetti — un bacio rubato sotto un albero enorme, una famiglia in equilibrio su una staccionata di legno con il cielo scuro alle spalle che rende tutto più vero, non meno bello.

Bambini che giocano a nascondino dietro un muro di pietra antica al Parco degli Acquedotti

E se il tempo non collabora?

Il meteo non era quello da cartolina che ci si aspetta per una sessione in autunno. Niente luce dorata, niente cielo azzurro. Ma è proprio in quei momenti che si vede la differenza tra una foto costruita e una foto vera: i bambini non fingono il freddo o il vento, ridono davvero, si stringono davvero a chi hanno vicino. Il mio lavoro, in giornate così, è essere pronta a cogliere quello che succede — non a inseguire condizioni perfette che magari non arrivano mai.

Qualche consiglio pratico

Qualche consiglio pratico, valido con qualsiasi cielo:

  • Non rimandare per una previsione incerta: nuvole e vento regalano spesso foto più intense della luce piatta di un pomeriggio di sole.
  • Vestitevi comodi e a strati, soprattutto se il tempo è incerto — starete meglio e vi muoverete più liberamente.
  • Portate qualcosa che i più piccoli amano — una bicicletta, delle bolle di sapone, un pallone: aiuta a distrarli e a far uscire la loro parte più spontanea.
  • Non serve “prepararsi” a essere fotogenici. I momenti più belli, quasi sempre, arrivano quando smettete di pensarci — e quando un bambino timido decide, tutto d’un tratto, di uscire allo scoperto.

L’autunno al Parco degli Acquedotti è il momento giusto

Settembre e ottobre restano i mesi che preferisco per una sessione al Parco degli Acquedotti: il caos estivo si svuota, i colori cambiano, e — quando va bene — la luce del tardo pomeriggio è calda. Ma se un giorno arriva nuvoloso o ventoso, non è un problema: è solo un’altra versione, altrettanto vera, della vostra storia. È anche un periodo perfetto per pensare a un regalo diverso dal solito, magari per Natale o per un’occasione speciale della famiglia: un coupon regalo per una sessione fotografica è un pensiero che resta, quando tutto il resto si consuma.

Se ti va di raccontarmi la tua famiglia — quanti siete, che età hanno i bambini, cosa vi piacerebbe portare a casa da questo momento, e sì, anche se il meteo dell’ultimo minuto ti preoccupa — scrivimi. Ne parliamo insieme e troviamo il modo migliore per raccontare la vostra storia, con calma, senza fretta e senza pose forzate.

Riconoscimenti internazionali

Premio BPA Top 10 Photographer Gold 1st Place WPE Member Gold Badge Baby Photo Awards Outstanding Maternity
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